Startup city: meno tasse e più Hub, così Roma sfida New York

Entro il 2014 la Capitale avrà 12 acceleratori come la Grande Mela e ha già lo stesso numero di progetti accelerati. Gianmarco Carnovale ci spiega cosa c’è e cosa manca all’ecosistema capitolino

Carnovale

 

Uno Startup Hub mediterraneo che alla fine di quest’anno conterà 12 acceleratori privati, un ecosistema che spinge per riforme strutturali che alleggeriscano (o eliminino, nel caso dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive) la pressione fiscale sulle imprese innovative e che abbia il «necessario» sostegno dello Stato «perché nel mondo il 55% della dotazione finanziaria dei fondi privati di venture capital arriva da fondi pubblici». E un evento «di taglio business, per attrarre investitori» che caratterizzi la Capitale come city hub, da tenersi entro l’anno.
Roma startup city può competere con New York? «Non solo può farlo, ma già lo fa» spiega Gianmarco Carnovale, da gennaio alla guida di Working Capital Roma e presidente di Roma Startup, l’associazione che ha riunito al proprio interno la filiera dell’innovazione della Capitale. Proprio Carnovale ci piega perché «non siamo più solo la città della politica o del turismo».
LuissEnlabs, Wcap, Startalia, Founder Institute, Enel Lab, Ericsson Ego. Ma anche Pi Campus «un’eccellenza» e poi in apertura Startupbootcamp e Digital Magics. E poi un altro a San Giovanni. Alla fine saranno 12 gli acceleratori di startup a Roma. Lo stesso di New York. «Sono già alla pari per numero di startup incubate annualmente – spiega Gianmarco Carnovale – a oggi gli incubatori di New York hanno prodotto 40 startup di successo ovvero startup che hanno terminato determinati round di investimento. Che qui a Roma non ci sono. Gli incubatori della Capitale – precisa – sono sì in grado di produrre anche 40 startup l’anno, ma mancano i venture capital».

Carlo Alberto Pratesi (Università Roma3 – InnovActionLab) durante la riunione di Roma Startup

Per Carnovale c’è bisogno di «un’operazione culturale sulle imprese del territorio che siano in grado di alimentare i fondi di venture capital» e «una leva pubblica che si aggiunga ai soldi dei privati, in ugual misura, come succede anche a Tel Aviv».
Per il presidente di Roma Startup serve anche un cambio di passo nella percezione esterna che si ha di Roma. «Numeri alla mano, Roma, e non Milano, è il maggiore hub. Roma non vive solo di politica, ma è una città che ha comparti industriali forti che vanno dalla difesa all’elettronica, alle telecomunicazioni, alla chimica e alla farmaceutica. Non è solo turismo. Ed è anche una città che ha resistito meglio alla crisi».

MENO TASSE Roma Startup è un’associazione che punta a creare un clima favorevole per le startup, che annovera al proprio interno acceleratori, incubatori, consorzi universitari di innovazione e advisors tra cui spiccano i nomi (fra i 40) di Enlabs, LVenture, Telecom Italia, InnovAction Lab, Sapienza Innovazione, l’Università di Cassino e la John Cabot University.
Roma Startup ha riunito al proprio interno tutta la filiera dell’innovazione della Capitale mettendo bene in chiaro come a Roma esista un comparto forte e in «forte crescita e che meriti l’attenzione della pubblica amministrazione».
Per Gianmarco Carnovale l’associazione ha avuto il merito di richiamare l’amministrazione regionale sulla «necessità di un rapporto strutturato». In questa direzione va letta l’istituzione di una Commissione Startup, in seno alla Regione, in cui sono presenti oltre a Gianmarco Carnovale, Luca De Biase (Nova 24), Carlo Alberto Pratesi (Università Roma3 – InnovActionLab), Paolo Cellini (Innogest), Salvo Mizzi (Working Capital – Telecom Italia), Matteo Fago (Venture Capitalist), Michele Costabile (LUISS – Principia) e Gianni Aliverti (Consulente ICT – LUISS), Renato Giallombardo (Gianni Origoni Grippo & Partners), Gian Paolo Manzella (Consiglio Regionale del Lazio), Riccardo Luna, direttore di StartupItalia! e CheFuturo!, e Alberto Piglia, Ars et Inventio.
La Commissione si è già riunita per la prima volta e ha sul tavolo una serie di temi «tra cui l’incentivazione fiscale per le startup innovative». Fra i temi «le location per identificare una serie di edifici pubblici che possano accogliere incubatori, contamination lab, strutture di formazione». Membri della Commissione «a lavoro anche sull’orientamento dei bandi».
Una Commissione nata anche per dare risposte a dubbi e quesiti dell’Assessorato o della presidenza della Regione in materia di startup e innovazione.