Italia Startup Visa, semaforo verde per talenti e capitali esteri

Procedure burocratiche semplificate e tempi certi: dopo Cile, Irlanda e Canada anche per il nostro Paese ingresso più agevole per gli startupper internazionali

E’ un’iniziativa che permette a chi vuole investire o fondare una startup al di fuori del proprio paese di sviluppare i loro progetti sul territorio del governo che lo rilascia. E’ un visto agevolato che prima di tutto semplifica le procedure burocratiche per l’ingresso e soprattutto favorisce lo sviluppo, crea occupazione e accresce le possibilità economiche del paese che ospita. Si chiama Italia Startup Visa. Inghilterra, Cile, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Irlanda ce l’hanno già (QUI tutte le info) e ora è arrivata anche in Italia. Obiettivo? Attrarre in Italia talenti e capitali esteri e favorire un ecosistema dell’innovazione internazionale. In che modo? Prima di tutto in tempi certi. Il Nulla Osta viene concesso o negato entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Entro un anno lo startupper deve aver costituire la propria startup. A quel punto ha altri due anni di visto. Dal 25 giugno è operativo il sito dove fare domanda QUI. A presentarlo a Luiss Enlabs il Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi e il Capo Tecnico della segreteria del MISE Stefano Firpo.

Italia Startup Visa

 

Le disposizioni riguardanti Italia Startup Visa fanno parte delle misure inserite nel Piano Destinazione Italia, assieme alle agevolazioni fiscali che tendono ad azzerare i costi di registrazione delle startup innovative presso il registro delle imprese. Fra i settori maggiormente promossi per l’imprenditoria innovativa estera in Italia ci sono le tecnologie per l’informazione digitale, prodotti artigianali e industriali, servizi per ricerca e sviluppo e agricoltura.

COME FUNZIONA ITALIA STARTUP VISA La piattaforma («completamente telematizzata» sottolinea Stefano Firpo) punta su 4 elementi. Il primo fa riferimento ai motivi per cui vale la pena investire in Italia Il secondo, il cuore del sistema, è l’application process.

La può fare direttamente lo startupper al Ministro per lo Sviluppo Economico

Italia Startup Visa

L’application è diretta al Comitato Tecnico Italia Startup Visa, che, entro 30 giorni, dovrà valutare la domanda dello startupper, che dovrà essere corredata da tutte le informazioni sull’idea, il modello di business ipotizzato, la tipologia di prodotto o servizio da sviluppare e il mercato di riferimento.  «Prima – ha spiegato Stefano Firpo – era compito delle singole Camera di Commercio». Il Comitato è un ente pubblico-privato composto da associazioni del mondo delle startup «personalità che valutano ogni giorno business plan, per intendersi».

Ne fanno parte il Presidente della commissione venture capital dell’Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI), il Presidente dell’Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani (APSTI), il Presidente dell’Associazione Italiana Investitori Informali in Capitale di Rischio/Italian Business Angel Network (IBAN), il Presidente del Network per la Valorizzazione della Ricerca Universitaria (NETVAL), il Presidente dell’Associazione degli Incubatori e delle Business Plan Competition Accademiche Italiane (PNICUBE), un rappresentante del Ministro per lo Sviluppo Economico che coordina e cura la Segreteria del Comitato. Sempre Il Comitato diventa anche rappresentante per la Questura per i controlli di sicurezza.

Si può fare anche application tramite incubatore certificato. «Procedura ancora più rapida, che trasforma gli incubatori in veri gateway». 

Italia Startup Visa

Nel portale anche uno spazio con la mappatura delle startup e degli incubatori italiani. «Così  – spiega Firpo – ogni cittadino del mondo può avere idea chiara di dove sono i nostri incubatori e dove le nostre startup».

In fatto di “Disponibilità finanziarie”, lo startupper deve attestare la disponibilità di risorse finanziarie, dedicate alla startup innovativa non inferiori a 50 mila euro.

Italia Startup Visa

IL MINISTRO GUIDI «Ho visto tante cose che mi fanno ben sperare grazie a giovani che immaginano il futuro – ha dichiarato il ministro Guidi a Luiss EnlabsItalia Startup Visa è un primo tassello per facilitare al massimo la semplificazione delle procedure e la creazione di valore aggiunto. Spesso i giovani se ne vanno per cercare opportunità altrove, ma questo di oggi vuole essere un segnale molto importante».
Per il ministro infatti l’Italia deve creare le condizioni favorevoli per le imprese innovative. «Dobbiamo diventare attrativi, non devono esistere barriere, bisogna far circolare le idee, i giovani, i cervelli».
In questo senso Italia Startup Visa vuole essere una corsia preferenziale per la «crescita, nascita e sviluppo delle startup innovative». La facilitazione delle procedure per ottenere un visto d’ingresso per lavoro autonomo «può sembrare una cosa piccola – precisa Guidi – ma è importante» perché crea le condizioni per fare in modo che «lungaggini e tempi morti vengano spazzate via e sostituite con un percorso veloce e tempi certi: un punto che di solito manca dal punto di vista della pubblica amministrazione. È – ha aggiunto – un primo intervento per affrontare questo nodo ma non sarà l’unico. La tecnologia è uno dei driver principali di sviluppo e di crescita di qualunque economia»

Ha aggiunto poi: «È nostro dovere morale cercare di dare il massimo per supportare i giovani e il futuro del nostro Paese perché qui si creano le basi per il futuro modello di sviluppo industriale dell’Italia. Speriamo che la semplificazione delle procedure possa favorire l’arrivo nel nostro Paese di cervelli e di giovani, soprattutto per impiantare qui aziende startup altamente innovative».

 

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