Call 2014, da 322 application ecco le 10 startup di Wcap Roma

Dal 14 luglio progetti a lavoro insieme al team di Gianmarco Carnovale, da gennaio alla guida di Working Capital Roma. Ecco cosa ci ha raccontato

Ben 15 mila giovani coinvolti, 180 le startup supportate in tutte le edizioni, 110 grant d’impresa, 55 startup finanziate e preincubate, 15 programmi di accelerazione solo nel 2013.  Questi i numeri di Working Capital, l’acceleratore di Telecom Italia, che con Make in Italy!, la Call 2014, ha raccolto 1600 progetti, di cui 60 provenienti da team esteri. Sul piatto 40 grant da 25 mila euro, più un grant speciale dedicato a Marco Zamperini. Quattro acceleratori, 2500 metri quadrati, tra cui Roma. In via Santa Maria in Via 6 sono arrivate 322 application. Ma solo in dieci ce l’hanno fatta: sono Gameotic, Innaas, Oblico, Unfraud, Armnet, VmsMe!, Eggup, Mozie, Dropis, Byke. Dal 14 luglio saranno a lavoro insieme al team di Gianmarco Carnovale, da gennaio alla guida di Working Capital Roma. Con lui abbiamo parlato della Call 2014 e dei progetti selezionati e tirato una linea sui primi 7 mesi di coordinamento.

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Carnovale, che impressioni ha avuto dalla Call 2014?
«Abbiamo totalizzato 1600 domande di application, con una qualità di quelle che sono andate in short list che è molto cresciuta in termini di cultura media e preparazione imprenditoriale rispetto agli scorsi anni. Segno che sta attecchendo il lavoro che Working Capital e tutto il sistema hanno fatto in questi anni. Resta però la necessità di fare chiarezza».

In che senso?
«Si continua a dire che startup è la fase di avvio di qualunque impresa professionale. Nel resto del mondo invece vuol dire uno sviluppo d’impresa con un percorso molto preciso. Faremmo molto bene se ci accordassimo anche noi: vorrebbe dire dialogare con l’estero e con gli altri sistemi».

Com’è andata la Call a Roma?
«Abbiamo avuto 322 application. Anche nella Capitale il mercato si sta evolvendo: ci sono soluzioni IT con mercati ben più identificati. Si ragiona poi in termini di valore, non più solo in termini di idea. Fra le 10 ci sono alcune startup che erano in pre-roll in coworking qui a Working Capital come Dropis, Gameotic, Innaas».

Il modello di scelta delle startup.
«Partecipativo. Ogni acceleratore ha consegnato la propria short list con le 20 migliori, ma alla fine la lista delle 10 è stata compilata da un gruppo di lavoro congiunto».

Carnovale, quali sono state le sue priorità?
«Validità del team e capacità di successo nel fare matching con la potenza di fuoco sul mercato di Telecom Italia».

E ora si inizia a lavorare…
«Avanti tutta con execution, formazione, incontri su temi specifici, milestone, momenti di verifica: a testa bassa. Obiettivo? Lavorare con Telecom Italia come primo cliente. E’ questa la nostra grande specificità».

Da gennaio coordina Working Capital Roma, un bilancio dei primi 7 mesi.
«Sono stati mesi di studio sicuramente. C’è stata una contaminazione reciproca, ho reso più casual l’ambiente, più vissuto e meno ingessato. In linea poi con l’esigenza della corporate di portare nuovi modelli lavorativi».

Avete dedicato tanti appuntamenti alle monete alternative.
«Vogliamo essere di stimolo alla politica per far sì che criptovalute e valute digitali siano opportunità di costruzione di valore e di mercato».

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Gianmarco Carnovale, da gennaio 2014 alla guida di Working Capital Roma

Che ne pensa del Bitcoin?
«A Working Capital Roma è operativo un Atm da diversi mesi. Il Bitcoin è una delle valute digitali che esisteranno in futuro, è nata per restare, non è una valuta legata alla circolazione della spesa, e, per come è strutturata, è uno strumento di risparmio che si avvicina più all’oro che alla moneta vera e propria».

E di Italia Startup Visa, il provvedimento del Mise che facilita la possibilità di investire dall’estero nel nostro Paese?
«E’ un provvedimento che serviva, ma non era urgente ora. Inutile mettere in piedi strumenti per investire in Italia da paesi extra Ue, quando siamo ancora siamo ancora molto lontani dall’essere un Paese che offra condizioni attrattive. Nonostante si siano fatti enormi passi avanti da prima del Decreto Crescita».

Quali sono le priorità?
«Ci sono ancora troppi elementi di rigidità nella normativa delle startup. C’è un problema legato alla scalabilità: se si superano i 5 milioni di euro di fatturato (e sono ancora piccole imprese) le startup rifluiscono nella normativa standard. Quindi, immagino, che oltre quella cifra la direzione è l’estero. C’è poi un problema temporale. Quattro anni come limite di permanenza di un’impresa nel registro delle startup innovative (con i benefici di condizioni speciali) sono un termine da rivedere per giovani che non hanno ancora la capacità di far crescere velocemente un progetto. La normativa insomma ha fatto tanto, ma non abbastanza. Almeno finché le startup con le migliori potenzialità si andranno a costituire all’estero. Saranno proprio loro a darci delle risposte».

LE DIECI STARTUP 

GAMEOTIC Piattaforma di gaming online con la quale i giocatori possono  guidare mezzi reali in luoghi realmente esistenti direttamente dallo schermo di pc, smartphone o tablet.

INNAAS Piattaforma di analisi dei risultati aziendali in grado di elaborare dati quantitativi e qualitativi per offrire in tempo reale KPI ed indicazioni sintetiche sulle performances aziendali.

OBLICO  Applicazione mobile che consente tramite la geolocalizzazione e l’integrazione con Linkedin di poter visualizzare le caratteristiche professionali dei partecipanti ad un determinato evento facilitando il networking e lo scambio di contatti.

UNFRAUD Software utile a rilevare i tentativi di frode che possono accadere nelle transazioni sui siti di e-commerce attraverso l’uso di applicativi di Intelligenza Artificiale e di Machine Learning.

ARMNET Applicativo  per tablet che unendo le potenzialità dei GIS alla realtà virtuale visualizza sul dispositivo in realtà aumentata i segmenti di rete presenti nel sottosuolo con l’ubicazione, la tipologia e la profondità dell’infrastruttura stessa.

VMSME! Applicazione per inviare messaggi vocali dal proprio smartphone a qualunque destinatario in un solo tocco tenendo semplicemente premuto il link del contatto nella rubrica.

EGGUP Business social network in grado di supportare la fase di creazione di un team, combinando opportunamente le competenze professionali ed il potenziale delle persone.

MOZIE Assistente di viaggio virtuale in grado di ispirare e programmare le vacanze e il tempo libero del cliente fornendo tutto il supporto necessario.

DROPIS Piattaforma web che attribuisce “monete virtuali”, sotto forma di benefit aziendali, per fornire ai propri dipendenti buoni per l’acquisto di beni e servizi.

BYKE Piattaforma che facilita il ridesharing permettendo a coloro che hanno poco tempo a disposizione di raggiungere rapidamente un luogo, effettuare una consegna urgente, richiedere un “servizio navetta” ai piloti di scooter nelle vicinanze.

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