90mila visitatori, 15 mila bambini. Tutti i numeri ufficiali della Maker Faire Rome

L’evento dell’anno dei makers raccontato nei suoi numeri principali (e una fotogallery)

90 mila visitatori, 600 invenzioni da tutto il mondo, in larga parte pensate e progettate da giovani maker poco più che ventenni. Bambini, adolescenti, giovani e adulti hanno riempito i viali dell’Auditorium – Parco della Musica durante i tre giorni della Maker Faire Rome, The European Edition, culmine della Innovation Week, una settimana dedicata all’innovazione a cavallo fra settembre e ottobre  con dibattiti e confronti su temi come startup, smart cities, open hardware, scienze frugali, Internet Of Things.

Numeri da record, si diceva. La prima edizione x1della Maker Faire Rome, The European Edition l’anno scorso al Palazzo dei Congressi all’Eur staccò 35 mila biglietti. Il confronto non è difficile. A tirare le somme e dare a tutti l’arrivederci al prossimo anno Riccardo Luna, che con Massimo Banzi è stato il curatore della kermesse, che ha avuto il supporto di Asset Camera, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Lo ha fatto domenica pomeriggio nel corso di un momento danzereccio nella Cavea che ha coinvolto robot, bambini a cavalcioni sulle spalle dei papà e anche il sindaco Marino.

«È importante che una città come Roma investa in questa grande creatività di cui l’Italia è ricca – ha detto Marino – ci sono delle iniziative molto interessanti. Sono stato molto colpito dall’invenzione di una bicicletta che con tecnologie che già in parte esistono è in grado di ricaricare la propria batteria e viene azionata con il proprio smartphone in modo da poter essere riconoscibile. Credo sia un sistema straordinario che potrebbe permettere di usare biciclette elettriche con il bike sharing che stiamo portando a Roma. Allo stesso tempo azzerare la possibilità di furto». E poi ancora. «Nei prossimi mesi individueremo spazi per i makers nella città di Roma. Questa iniziativa ha avuto un successo straordinario, abbiamo una grande creatività e, quindi, Roma deve dare una mano a questi creativi che realizzano una nuova economia e lo faremo».

 

GLI ALTRI NUMERI DELLA MAKER FAIRE ROME

Ben 360 i laboratori, allestiti nell’area kids di 2000 mq, dove 15 mila bambini si sono divertiti a costruire lampade, a familiarizzare con fili e batterie per realizzare circuiti elettrici, ad assemblare mini-robot o a auto-costruirsi un video-game. Tremila di loro hanno potuto partecipare ai 120 workshop di un’ora e mezza andati esauriti già nei primi giorni di iscrizione gratuita. I più grandi, invece, hanno potuto progettare stazioni climatiche per il controllo dell’ambiente (umidità, livelli di co2, temperatura, pressione) mettendo in comunicazione i dati fisici con una piattaforma web, conoscere la tecnologia wearable, a cominciare dai tessuti interattivi per numerose applicazioni, spegnere la tv, smontandola letteralmente, per accendere le idee dando forma a nuovi oggetti coi componenti della tv fatta a pezzi. 

E poi ancora sono state 3 mila le foto scattate dalla macchina fotografica ribattezzata “degli innamorati”, perché scatta solo baciandosi o prendendosi per mano. Migliaia di oggetti stampati sul momento dalle centinaia di stampanti 3D presenti che, seppure note anche al grande pubblico, stupiscono sempre grazie ai nuovi settori applicativi, come il food: quest’anno oltre ai cioccolati si è parlato anche di pizza 3d printed, 500 sessioni di musica live fra la band di robot musicisti e la band Team Dare automatizzata, migliaia di kit da maker venduti allo store di Arduino.

 

LE EMOZIONI

Al di là dei numeri restano le suggestioni. Le abbiamo affidate ad una piccola galleria di fotografie.

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