L’occhio che vigila sul consumo energetico

La romana Smart-i vince il contest internazionale di Enel con i lampioni intelligenti che riducono il consumo di energia elettrica in base all’effettivo bisogno

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Siete pronti a guardare in alto, sui lampioni per scoprire gli smart eyes?

Non sono ancora lampioni intelligenti ma la strada è quella. La romana Smart-I  infatti, dopo aver preso due bandi di preincubazione ed incubazione del Bic Lazio al Tecnopolo Tiburtino e un finanziamento di Filas Lazio 100 mila euro, ha vinto la prima edizione di Enel Lab staccandosi su 200 startup italiane e spagnole dedicate alla clean technology.

Il prodotto che ha convinto gli esperti di Enel, lo smart eye (per un gioco di parole si pronuncia come il nome della giovane startup) è destinato a crescere e rivoluzionare i consumi energetici dei Comuni italiani. Si tratta di un sensore ottico, un occhio intelligente grande e simile ad una palla da rugby che viene installato sui lampioni della luce e che grazie ad una telecamera incorporata e collegata ad un software, riesce a regolare l’intensità della luce in funzione delle effettive esigenze di traffico.

Ad esempio, che senso ha tenere i lampioni al 100% della potenza energetica se in un determinato tratto di strada passano poche macchine e ad intervalli di 30 minuti? Questo sistema, secondo gli studi già effettuati in laboratorio permetterebbe di risparmiare fino al 49% del consumo di energia elettrica. Non è un caso che Enel abbia fiutato l’affare. Infatti, in cambio dei 250 mila euro per il primo anno, Enel entrerà con l’1 % nel capitale sociale di Smart I. E nel secondo anno ad un nuovo investimento di 400 mila euro corrisponderà un acquisizione da parte di Enel del 30% della startup romana.

Vi presento il team. Età media 30 anni, 2 soci fondatori, Mauro di Gianbernardino 38 anni e Gabriele Rondelli 31, ingegneri, altri 3 ingegneri nello staff ed è in arrivo un designer tirocinante per mettere a punto anche il design del sensore ottico. “Io e Gabriele, racconta Mauro di Gianbernardino- ci siamo conosciuti nella società che avevo costituito prima, A3R che costruisce droni militari e tecnologie aerospaziali e nell’estate del 2012 ci siamo convinti che sarebbe stato utile portare tecnologie militari in ambito civile ed investire nelle smart city. Così attraverso dei contatti che ho in Enea abbiamo sondato il mercato e ci siamo orientati in questa direzione del risparmio di energia elettrica, così è nata l’applicazione. “Ci siamo costituiti come Smart-I nell’ottobre 2012 e abbiamo cominciato a presentare l’idea e il progetto al Bic Lazio dove siamo stati presi in un programma di pre-incubazione, poi abbiamo preso un finanziamento da Filas Lazio e adesso questa bella partnership con Enel.”

La sperimentazione dei sensori ottici sul campo, o meglio, su strada, partirà a breve. Tra giugno e luglio infatti gli smart eyes saranno installati allo smart village del centro Enea di Casaccia a nord di Roma, allo smart ring dell’Aquila nello stesso periodo e con Enel si sta pensando di provarli a Bracciano e forse a Potenza. L’Obiettivo come spiegano i giovani romani di Smart I è quello di installare una trentina di sensori nel primo anno e poi commercializzare il sensore e partire alla conquista del Comune di Roma, prima e degli altri poi. Le possibilità sono illimitate se il risparmio verrà confermato anche su strada.

Piccola curiosità: i finanziamenti ci sono stati, il successo sta arrivando ma i due soci fondatori ad oggi non hanno ancora preso un primo stipendio. Ennesima dimostrazione che la passione si mangia. E da i suoi frutti.