3D Hubs vuole “sbloccare” Roma

Il network europeo di stampatori tridimensionali ha già arruolato otto hub nella capitale. Ne mancano due per avviare anche qui la rete operativa

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Un network europeo di stampanti 3D, una piattaforma online che collega chi possiede una stampante 3D con chi ha bisogno di stampare in 3D e non ha questo strumento. Ecco come funziona: ho bisogno di stampare un file 3D, vado sulla piattaforma online, mando il file (in formato stl) all’hub più vicino (un qualsiasi posto dotato di stampante 3D) e il prodotto è pronto in due, al massimo cinque giorni. È questa la mission di 3D Hubs, un team di due ragazzi di Amsterdam: rendere la stampa 3D accessibile a tutti. «Man mano che i prezzi delle stampanti scendono e la loro qualità aumenta, i proprietari di stampanti 3D stanno diventando sempre di più, creando l’opportunità di far crescere una nuova generazione di makers e imprenditori», è il pensiero di Bram de Zwart, ceo e co-founder di 3D Hubs insieme a Brian Garret. Una coppia che sta per “sblocare” anche la capitale.

Una vera rivoluzione, un nuovo approccio alla produzione e alla vendita al dettaglio che passa per la conquista di ogni singola città che, come in un videogioco, deve essere sbloccata e pronta per l’utilizzo da parte degli utenti solo quando ci sono abbastanza hubs per soddisfare le richieste di tutti: in Europa il numero minimo di hubs per sbloccare una città è 10, per il resto del mondo è 20.

Ebbene, dopo Napoli, Bologna, Milano, Trieste Torino, Verona, Firenze, Palermo, Bolzano, Bari, Venezia, anche Roma è vicina a questo momento: ne mancano 2. Così 3D Hubs ha deciso di organizzare un “aperiprint” nella Capitale a Circonvallazione Casilina 137, al Pigneto, domenica 15 settmebre, dopo le 18. Più precisamente nella sede di 3DItaly, primo 3D printing store d’Italia e primo hub romano. Si presenterà 3D Hubs e si parlerà di stampa 3D davanti ad una birra fresca. Durante l’appuntamento saranno presenti anche i ragazzi di Kentstrapper con Volta, la nuova stampante 3D italiana da loro prodotta. E non si potrà non parlae della Maker Faire Rome, dove ci sarà anche 3D Hubs.

«3DItaly è stata il primo hub ad iscriversi. Ci siamo incontrati a Innovaction Lab e sono rimasti affascinati dall’idea», ha spiegato Simone Mascagni, romano, studente a Londra, che nel team di 3D Hubs si occupa di social media. «Quello di domenica è un appuntamento in cui gente con le stesse passioni potrà fare networking». Per Simone «in Italia siamo ancora indietro rispetto agli altri paesi. Quando si parla di stampa 3d sembra di toccare temi di fantascienza. Ad Amsterdam, che è la prima città ad essere stata sbloccata, è invece argomento quotidiano». Non solo. Simone racconta anche che i due founder di 3D Hubs «sono in accelerazione nella Silicon Valley. Il loro scopo è allargare il team e diventare sempre più globali».

Antonio Alliva, uno dei responsabili del 3DItaly store, è entusiasta del progetto 3D Hubs. «Giù conoscevamo la piattaforma internazionale – spiega – e quando c’è stata la possibilità di lavorare insieme in Italia non abbiamo avuto dubbi». Dei 7 hub romani Antonio dice: «Molti sono ragazzi che hanno comprato la stampante 3D da noi ed è bello che ora si faccia network». E fare network vuol dire anche «produrre a chilometro zero. Avere una rete ramificata sul territorio fa sì che io possa stampare anche dal mio vicino di casa».

I ragazzi di 3DItaly sono in fibrillazione anche per la Maker Faire di Roma. «Vogliamo portare un buon progetto per il concorso di stampa in 3D, un bel progetto di design», conclude battagliero Antonio.