Wearable Tech, Marchesi: pronti ad hackerare i vestiti di Carnevale

Arduino, morsetti, ago, filo e textiles, allo Ied e poi a Roma Makers. Ecco com’è andata la due giorni nella Capitale dell’imprenditore fiorentino che punta sul Plug and Wear

wearable_tech#1Alle Officine Roma Makers, in via Frediani 50 (tra Garbatella e Ostiense), sabato è stato il giorno di Riccardo Marchesi (venerdì mattina ha fatto tappa anche allo Ied), l’imprenditore di Firenze che lavora per dare un futuro ai tessuti e alla sua azienda (ne abbiamo parlato anche QUI). Una lezione sui textiles al mattino e al pomeriggio sotto con ago, filo, computer e Arduino: 100 persone. «E’ stato un successo – ha detto Marchesi – non vedo l’ora di tornare a Roma. Il prossimo workshop? A fine febbraio a Rimini con i ragazzi di Officine Arduino e con Zoe Romano in un fablab a forte vocazione tessile». Dove hackererà i vestiti di Carnevale.

Una tavolata di quelle lunghe lunghe piena zeppa di portatili, schede Arduino incastrate fra fili, morsetti. Pezzi di corda, che se li tocchi accendi e spegni una luce. Altri che li allunghi e li accorgi e il computer reagisce. Tessuti, speciali. Sì, ognuno aveva in mano un brano di quello che domani (ma anche oggi) potrebbe finire sul corpo di chiunque, ma anche avvolgere un divano, schemare un campo magnetico o aiutare un disabile. Tessuti intelligenti, perché parlano e scambiano informazioni con quello che c’è fuori, comunque wearable. Per gli innovatori uno dei temi caldi del 2014.

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Makers, esperti di design e moda, nerd, neolaureati, tanti curiosi. Dai 20 anni in su, sono stati veramente tanti quelli che hanno ascoltato con attenzione le indicazioni di Riccardo Marchesi, che fra una proiezione e l’altra, ha circumnavigato il tavolone per tutto il pomeriggio con indicazioni e consigli.
«Chi ha le forbici?», «Avete tutti l’ago?», «l’Arduino lavora da 0 a 5 volts. Immaginate di avere una scala, assegnate il valore ad ogni scalino», «Utilizzeremo lo stesso circuito che avete realizzato fino ad adesso. Al posto del sensore digitale, che è quello rosso, mettete quello analogico, nero, lo collegate con un morsetto. Ma cambiamo programma su Arduino» spiegava Marchesi nella stanza. Con un cordoncino tra le mani, collegato a «questi cavi – spiega Federica, 32 anni, interessata al tessile – collegato con Arduino, tirandolo si rallenta la frequenza dell’accensione e dello spegnimento del led. Molto interessante questo workshop, mi piace lavorare con i tessuti, le orditure, le trame. Mi piace questo mix tra materiali naturali e metallici». Luca entra nel dettaglio: «Stiamo lavorando con i tessuti interattivi portati da Riccardo Marchesi di plugandwear per muovere i primi passi nella programmazione Arduino, modificata per il wearable, al punto da essere indossati». Più chiaro di così. Luca, per capirsi, aveva tra le mani, un potenziometro realizzato con fibre tessili.

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«Utilizziamo tessuti per fare circuiti elettrici ma anche per sperimentare» dice Giorgio. «E’ la prima volta che vedo utilizzare tessuti in questo modo e sono molto precisi». Anche Giorgio è convinto che la wearable tech sarà il tema dell’anno e tira fuori un bracciale di plastica verde che «monitora i passi, il sonno, ti dice quanto ti sei mosso. E ha pure una sveglia che vibra».

Fra una indicazione e l’altra Riccardo Marchesi fa il punto sulla due giorni romana. «Ho trovato tanta gente curiosa, che fa domande e cerca di approcciare a queste nuove tecnlogie – ha detto – allo Ied erano un po’ spaesati: con i textiles si spazia dalla robotica alle applicazioni medicali a quelle sportive. Impressioni positive». Anche per Elisabetta, da pochissimo nello staff di Riccardo Marchesi «i ragazzi dello Ied erano veramente sorpresi e stupiti da Arduino e dai textiles. Le loro domande? Tanto design. A stregarli i tubi colorati che possono essere inseriti nei tessuti».
Soddisfatto dell’appuntamento anche Stefano Varano, padrone di casa e presidente di Roma Makers, che guarda già avanti. «La collaborazione con Riccardo Marchesi proseguirà – anticipa – intanto alla fine di febbraio saremo allo Sheraton per ForTronic, una fiera di makers dove si creeranno team di lavoro, che poi saranno qui al FabLab».

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