«In felpa blu e orgoglio italiano, ecco il mio Cebit da startupper»

Claudio Anastasio, ceo di tNotice, ci racconta la sua esperienza alla fiera di Hannover: i contatti con l’Università di Tubinga, l’informalità, il selfie del Console. E quella speranza di sviluppo…

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«Le startup italiane hanno rappresentato il nostro paese al CeBIT di Hannover, la più grande fiera mondiale delle tecnologie dell’innovazione, in Germania dal 8 al 14 marzo. Leggenda locale narra che alla prima edizione del CeBIT nel 1970 non esisteva ad Hannover sufficiente alloggio alberghiero e che la comunità di Hannover ha aperto le proprie case per ospitare espositori da tutto il mondo.

Noi di tNotice abbiamo voluto rispettare la tradizione che si è consolidata negli anni, e siamo stati ospiti nella casa di un’anziana fioraia, oggi in pensione, nel centro della città a Stephan Platz. Dal nome tedesco, per noi impronunciabile, la padrona di casa è diventata semplicemente Madame.

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All’inaugurazione del 7 marzo presso l’Hannover Congress Centrum alla presenza della cancelliera Angela Merkel e del primo ministro brittanico David Cameron, non era richiesto un dress code. Eravamo però gli unici che si sono presentati in felpa blu direttamente dall’allestimento dello stand fieristico. Ci perdiamo subito tra i corridoi ed un gruppo di giovani in abito casual ci invita a seguirli, loro sapevano dove andare.
Ci ritroviamo in un salone sfarzoso gigantesco, con tutti i monitor alle pareti che trasmettevano il discorso della cancelliera e una folla che saranno state almeno cinquecento persone tutta attenta a scrivere: erano giornalisti, eravamo entrati nell’area riservata alla stampa accreditata. Testate e televisioni da tutto il mondo per un istante si sono fermate incuriosite dal logo di tNotice riprodotto sulla schiena della felpa, ed un brusio di sottofondo si interrogava su chi fosse questa nuova agenzia stampa tNotice.

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Lo stand italiano, organizzato dall’Ice e dal Ministero dello Sviluppo Economico, era al padiglione 9 Research & Innovation. Quando è venuto in visita il Console Generale di Hannover Giampaolo Petrini si è fermato a provare con noi una tNotice, incitandoci all’uso dei social network. Con tanto di selfie.

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C’era tanta stampa italiana. Eravamo un po’ sorpresi dell’attenzione e interesse che veniva dedicata alle. Siamo 1.800 startup in tutta Italia e abbiamo la percezione che il nostro paese ci vede come speranza di sviluppo. Abbiamo dimostrato di avere la capacità per competere a livello internazionale. Tutto il mondo ci riconosce una creatività ed un ingegno senza eguali.
Quando, al CeBIT, è venuta a cercarci l’Universitat Tubingen (la più importante e prestigiosa università tedesca), per chiudere con noi un accordo di collaborazione, mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. L’università tedesca ha sviluppato un innovativo sistema di sicurezza per i files in formato pdf e ha scelto tNotice per una collaborazione internazionale. Siamo stati non più di 1 ora a confrontarci con Juliane Betram, rappresentante dell’università tedesca, e non abbiamo esitato un solo istante nell’accogliere la loro proposta.
Certo, abbiamo peccato un po’ nella forma, con il nostro abbigliamento informale, ma abbiamo puntato alla sostanza. Ci verrà perdonato, siamo startup, per noi questo successo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. E su Twitter, tanto per capirsi, abbiamo lanciato un hashtag: #sicambia #italianpride».