Bimbi a scuola di coding, a Luiss Enlabs c’è Coderdojo

All’incubatore oggi 30 piccoli e 10 mentor per il terzo appuntamento con la palestra di programmazione dedicata ai bambini

Che ci fanno trenta bambini fra gli 8 e i 12 anni a Luiss Enlabs, l’incubatore per imprese alla stazione Termini? E perché sono arrivati con il computer portatile sotto il braccio e la merenda nello zainetto al secondo piano di via Giolitti 34 di buona mattina? Una ragione c’è e si chiama Coderdojo, la palestra dove i piccoli imparano a programmare. L’appuntamento romano è al terzo round. Partito proprio da Luiss Enlabs a giugno, con una tappa alla Maker Faire a ottobre, oggi alle 10 è di nuovo a Luiss Enlabs: e l’evento è sold out da tempo.
A stimolare i ragazzi ad una cultura digitale consapevole saranno stamattina ben 10 mentor. «Sono tanti. La squadra sta crescendo a vista d’occhio, segno della bontà dell’iniziativa» ha detto Marco Giordano, 48 anni, ingegnere, uno dei mentor di Coderdojo. «Dojo è il luogo dove si pratica la via, quello dove si praticano le arti marziali. In questo caso si pratica l’arte della comunicazione col computer» ha spiegato Giordano, che insegna a L’Aquila musica elettronica e ha fondato il Nume (Nuova Musica per l’Educazione), con cui porta la didattica della cultura digitale e della composizione nelle scuole.

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LA LEZIONE Nella prima parte dell’incontro si illustrano ai ragazzi gli strumenti con cui metteranno a punto i progetti. Nella seconda, dopo la merenda, vengono incoraggiati a realizzare le loro idee. Per Giordano «imparare a programmare un computer» non è solo comunicare con una macchina, ma «anche una formidabile palestra di logica. C’è connessione con altri domini della conoscenza e dell’educazione come quello logico matematico e linguistico». I ragazzi rispondono con entusiasmo. «Quando gli vengono forniti strumenti semplici e iniziali per accostarsi al mondo della programmazione, i giovani allievi hanno subito voglia di rilanciare, ampliando le loro possibilità e inventando qualcosa di nuovo». E mantengono un’attenzione costante «quando hanno come obiettivo una realizzazione che ha a che fare con la loro inventiva». Dal canto loro, i mentor «sono dei facilitatori» che spronano gli studenti a imparare, esplorare. E sbagliare.

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LE ORIGINI Coderdojo è un progetto nato in Irlanda nel 2011. Ha avuto un seguito anche in Gran Bretagna e in altre parti del mondo, al punto che è stato messo giù un protocollo, un metodo insomma. In Italia, oltre Roma, sono già stati organizzati appuntamenti a Milano, Bologna.